Sale a 80 il numero di persone morte nei tentativi di raggiungere l'exclave spagnola di Ceuta in Marocco via mare, secondo quanto segnalato dall'Istituto di Medicina Legale della città autonoma, che ha finora realizzato un totale di 79 autopsie. Il corpo dell'ultima vittima è stato recuperato ieri in mare dal servizio marittimo della Guardia Civil, che continua le ricerche dei dispersi nelle acque antistanti le coste spagnole.

Degli 80 migranti deceduti nelle traversate a nuoto verso Veuta, due erano stati recuperati il 26 luglio, prima dell'ingresso in massa di oltre 70.000 persone nell'exclave registrato il 30 e 31 luglio scorsi. Finora solo due delle salme sono state identificate, mentre proseguono i prelievi delle impronte digitali e di Dna per incrociare i dati con quelli dei migranti dispersi, segnalati dai familiari allo sportello aperto dalla Guardia Civil per segnalare le persone scomparse.

Da parte loro, le autorità di Rabat hanno confermato nei giorni scorsi il ritrovamento di 11 cadaveri di migranti al largo delle coste marocchine. Mentre Ong per i diritti dei migranti, fra cui Caminando Fronteras, stimano in almeno 142 i corpi ritrovati al largo di Ceuta sulle tra il 30 luglio e il 4 agosto - 79 dal lato spagnolo, 63 dal lato marocchino - tra cui numerosi minori, e in decine le persone ancora disperse. La Ong basa le stime su un lavoro di ricerca nelle morgue degli ospedali del paese magrebino e sui messaggi dei familiari dei dispersi ricevuti su un numero di WhatApp attivato per le segnalazioni.