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Safari e gran parte dei browser disponibili su iPhone e iPad affidano il caricamento delle pagine a WebKit, il motore di rendering sviluppato da Apple. È il componente che interpreta HTML, CSS e JavaScript, gestisce molte comunicazioni di rete e permette anche alle applicazioni di mostrare contenuti web attraverso le viste integrate nel sistema operativo.
Una ricerca elaborata da Talal Haj Bakry e Tommy Mysk mostra però che non tutte le richieste generate da WebKit seguono necessariamente il percorso di rete scelto dal browser. Alcune funzioni possono ignorare il proxy configurato dall’applicazione e collegarsi direttamente a Internet, rivelando il vero indirizzo IP pubblico dell’utente oppure informazioni sul resolver DNS utilizzato.
Il comportamento riguarda anche Safari quando la navigazione risulta protetta da iCloud Private Relay, il servizio incluso in iCloud+ che nasconde l’indirizzo IP durante il normale accesso ai siti. La pagina può apparire correttamente instradata attraverso i relay di Apple, mentre una richiesta secondaria parte dalla connessione reale del dispositivo.
Perché un proxy configurato in WebKit non protegge ogni connessione










