Ma che ci fa il piccolo grande film di Bad Bunny Debí Tirar Más Fotos, nel piccolo grande festival La Guarimbadi Amantea (7-12 agosto)? Il musicista portoricano dei record, insieme al suo coregista Arí Maniel Cruz Suárez, ha scelto di presentare il cortometraggio in Calabria grazie al legame che c’è tra il festival e il Venezuela e il Sud America in generale.

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"Penso che molti festival europei non lo abbiano preso sul serio, probabilmente perché ancora pensano che il reggaeton o la cultura caraibica sia qualcosa di inferiore o di meno peso artistico – spiega Giulio Vita, direttore del festival calabro venezuelano, come ama definirsi – a La Guarimba abbiamo sempre dato grande spazio alla diversità, soprattutto quando si tratta di musica, e questa libertà ci ha permesso di non inseguire mode ma di scoprire gioielli di qua e di là. Sicuramente aiuta che una parte dei programmatori siano venezuelani e quindi capiscano molto velocemente certi messaggi”.

Il cortometraggio, che ha lo stesso titolo della canzone più celebre dell’artista, è un atto d’amore per il suo Paese. “Debí tirar más fotos nasce dall'amore che provo per Porto Rico – spiega il musicista – Volevo realizzare un progetto che parlasse della nostra identità, della nostra gente e di quello che stiamo perdendo. Molti arrivano sull'isola per godersi le sue bellezze e poi se ne vanno, ma chi vive qui affronta ogni giorno conseguenze reali: la gentrificazione, il costo della vita, la perdita di quartieri, tradizioni e memoria. Questo album e il cortometraggio sono stati pensati prima di tutto per i portoricani. Volevo che chi è nato qui si riconoscesse in queste immagini e che chi viene da fuori potesse capire cosa significa vedere cambiare il luogo che chiami casa. La memoria è una responsabilità: bisogna amare, vivere e custodire ciò che abbiamo prima che sia troppo tardi”.