Viaggiare, studiare o muoversi oltreconfine senza dover ogni volta ricominciare da capo la trafila dei moduli, delle traduzioni e dei permessi.
Per oltre cento milioni di persone con disabilità nell’Unione Europea, la piena cittadinanza passa anche da un semplice tesserino o da un codice sullo smartphone.
Su questo fronte l’Italia incassa un primato europeo: il Consiglio dei ministri ha approvato due giorni fa lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2024/2841, diventando il primo Paese dell’Unione a rendere ufficiali e definitivi la Carta europea della disabilità (Ced) e il contrassegno unico di parcheggio.
Svolta non solo formale, ma sostanziale, che supera la fase di sperimentazione del progetto pilota: «Si tratta di un passo importante per un’Europa sempre più accessibile e capace di garantire pari diritti», ha evidenziato la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, sottolineando la volontà di «semplificare concretamente la vita delle persone quando viaggiano, studiano o lavorano in un altro Paese, mettendo al centro la persona e il suo progetto di vita».
Con il nuovo testo, chi possiede la Ced o il pass parcheggio otterrà in automatico, durante i soggiorni brevi in qualsiasi Stato membro, le stesse agevolazioni, tariffe ridotte e priorità garantite ai residenti locali.










