La “Carta europea della disabilità”, la cosiddetta “Disability card”, è stata pensata per semplificare l’accesso ai servizi e ai benefici destinati alle persone con disabilità. In teoria dovrebbe rappresentare un passo avanti importante verso l’inclusione, ma come spesso accade in Italia, tra le buone intenzioni e la realtà quotidiana c’è ancora molta strada da fare. Rilasciata dall’INPS, la tessera, in formato plastificato e simile a una carta di credito, sostituisce i certificati cartacei e i verbali di accertamento, fungendo da riconoscimento ufficiale e univoco della condizione di disabilità.

Nata da un progetto europeo avviato nel 2016, e introdotta in Italia nel 2022, la “Disability card” racchiude una grande promessa: eliminare la burocrazia che per anni ha rallentato l’accesso ai diritti. Con questa tessera, infatti, si può entrare gratuitamente o con tariffe ridotte in musei, teatri, eventi e luoghi di cultura, senza dover ogni volta esibire documenti complessi o scartoffie inutili. La carta è valida anche negli altri Paesi dell’Unione Europea che hanno aderito al progetto, e questo è un segnale forte: riconoscere la disabilità come condizione comune, non come eccezione nazionale. In base alle regole stabilite da ciascun ente o compagnia di trasporti, possono essere previsti sconti e agevolazioni aggiuntive.