Aretino doc, 41 anni, un’esperienza consolidata in Questura nel ruolo di Capo di Gabinetto e un legame viscerale con la propria città. Per Ameglio Menguzzo la nomina a comandante della Polizia Municipale di Arezzo, lo scorso 20 aprile 2026, ha rappresentato una scelta di vita e professionale precisa: mettere le proprie competenze al servizio della comunità in cui è nato e cresciuto, rispondendo anche al desiderio di rimanere vicino alla moglie e alle due figlie di 11 e 8 anni. Tra i vertici istituzionali più giovani nella storia recente della città, Menguzzo traccia un primo bilancio dei suoi primi mesi alla guida del corpo di via Setteponti. Tra le priorità del suo mandato spiccano il presidio costante dei quartieri, l’ascolto diretto dei cittadini, il controllo della movida per conciliare commercio e riposo dei residenti, oltre a una riorganizzazione strategica delle risorse umane per superare le carenze d’organico.
Comandante Menguzzo, a distanza di circa quattro mesi dal suo insediamento al vertice della Polizia Municipale, qual è il bilancio di questa prima fase di mandato? "Sono state settimane di profondo rinnovamento personale e professionale. Venendo dalla Questura come Capo di Gabinetto, per me è stato un ripartire in un ente locale con dinamiche diverse. C’è discontinuità professionale, ma continuità nella conoscenza della città. Appena insediato si sono succeduti grandi eventi: il caso Oro Arezzo al Centro Affari, la settimana del quartierista, la Giostra del Saracino di giugno e l’elezione del nuovo sindaco con la relativa giunta. Voglio garantire una presenza marcata e risposte tempestive alle tantissime segnalazioni quotidiane dei cittadini, che spaziano dalla viabilità, ai parcheggi selvaggi, fino al verde incolto. Questo dimostra l’attaccamento degli aretini alla città. Io stesso ho coordinato servizi di venerdì e sabato sera nel centro storico. L’obiettivo è far sì che gli operatori lavorino, i giovani si divertano in modo sano e i residenti possano riposare. Noi siamo il baluardo per tutelare i diritti di tutti".









