di
Simone Canettieri
Dal discorso di Bignami alle plateali proteste delle opposizioni: ecco come è andata la giornata
Triste e solitario. Andrea Delmastro se ne va dalla Camera nel primo pomeriggio, mogio mogio, ma con il cellulare saldo in tasca. Le chat resteranno in cassaforte. Lui è descritto «sotto un treno». Tuttavia sa che non ci saranno sorprese, nonostante l’ordalia del voto segreto. La sarabanda in Aula deve ancora iniziare. Chi però doveva vedere le chat con Mauro Caroccia lo ha fatto, prima di schierare il partito in sua difesa.
Appena è scoppiato il caso Giorgia Meloni ha chiesto ai parlamentari di Fratelli d’Italia più vicini all’ex sottosegretario alla Giustizia di leggere le conversazioni con il ristoratore (condannato poi in via definitiva per essere un prestanome del clan Senese). Di capire se all’epoca della società Bisteccheria d’Italia sapesse dei precedenti di Caroccia e se in quei dialoghi ci fossero riferimenti a strani giri di soldi. Il report informale arrivato a Palazzo Chigi ha dato responso negativo. «Potrebbero esserci conversazioni private, politiche e istituzionali estranee alle indagini», dice infatti un dossier riservato del centro studi di Via della Scrofa che fa capire di aver sbirciato «il bottino» conteso. Ma niente di penalmente scomodo.













