Di: Noemi Bachofner (SRF), articolo originale - sf, traduzione in italianoLa Svizzera ha già dovuto affrontare più ondate di calore questa estate, e all’orizzonte, per il momento, non c’è un calo significativo delle temperature.A soffrire della canicola ci sono anche le mucche, per le quali la temperatura ideale si situa tra i 5 e i 15 gradi. Quando il termometro supera questa soglia, gli animali entrano in una condizione di stress da caldo: mangiano meno, respirano più affannosamente e producono meno latte.Tagesschau (SRF, 22.07.2026)Ventilatori e docce per le mucchePer alleviare il disagio dei bovini, le aziende agricole moderne fanno sempre più affidamento su sistemi come ventilatori e impianti di nebulizzazione. Allo Strickhof, il centro di competenza agricola del Canton Zurigo, si lavora per ottimizzare queste soluzioni.Anche sugli alpi il caldo è sempre più un problema e si usano ventilatori nelle stalleKeystone“Svolgiamo ricerca applicata. Ciò significa che studiamo gli animali direttamente nelle stalle, in condizioni reali, e valutiamo anche l’efficacia delle infrastrutture di stabulazione”, spiega Susanne Meese, responsabile del settore allevamento e produzione lattiera dello Strickhof.Le spiegazioni di Susanne Meese (Morgengast, SRF, 04.08.2026)L’azienda funge da struttura pilota: attraverso prove sul campo, la ricercatrice e il suo team raccolgono dati e conoscenze che gli agricoltori possono poi mettere in pratica nelle loro aziende.Un sistema di nebulizzazione per rinfrescare le muccheKeystoneGrazie a sensori digitali, i ricercatori sono inoltre in grado di monitorare l’efficacia degli impianti di raffrescamento 24 ore su 24. Se i dati mostrano che le mucche restano attive nonostante il caldo e continuano a ruminare mentre sono sdraiate, è il segnale che le misure adottate stanno dando i risultati sperati.Quando l’ombra scarseggiaOltre ai sistemi di raffrescamento installati nelle stalle, l’attenzione si concentra sempre più anche sulla gestione dei pascoli. Gli alberi, ad esempio, possono offrire una fonte naturale di ombra agli animali.Alcune specie vegetali presentano inoltre particolari sostanze tanniche che apportano un doppio beneficio. “I noci, per esempio, contribuiscono anche a tenere lontane le mosche. In questo modo avremmo una situazione vantaggiosa per tutti”, spiega Meese.Nelle giornate di caldo estremo, anche l’accesso all’acqua è determinante per il benessere degli animali. Se i bovini tendono a rifugiarsi nella stalla, dove le temperature sono più fresche, aumenta di conseguenza la necessità di abbeveratoi.La gerarchia sociale tra le mucche fa sì che gli animali di rango inferiore siano spesso svantaggiati agli abbeveratoi.KeystoneSecondo Meese, è quindi fondamentale che le aziende agricole installino più vasche, così da garantire a tutti gli animali, compresi quelli di rango inferiore all’interno della mandria, la possibilità di bere in qualsiasi momento senza difficoltà.Un gene speciale per tollerare meglio il caldoAllo Strickhof i ricercatori stanno esplorando anche una pista genetica. Nel 2024 è infatti nata una vitella di razza Holstein che porta una mutazione genetica naturale presente in una razza bovina dei Caraibi.Gli animali dotati del cosiddetto gene “Slick” hanno un pelo più corto e liscio, una pelle più ricca di pieghe e ghiandole sudoripare più grandi. Queste caratteristiche consentono loro di regolare più efficacemente la temperatura corporea.Anche se la vitella, battezzata Cool Girl, è considerata una pioniera per l’allevamento svizzero, Meese invita alla prudenza. “Sapremo solo tra qualche anno se Cool Girl sopporta davvero meglio le condizioni climatiche della Svizzera. Al momento si trova ancora nell’azienda dove viene allevata”.Cool Girl è nata due anni fa allo StrickhofStrickhofPaesi come l’Australia hanno già integrato questo gene nei loro programmi di selezione. In Svizzera resta però da verificare se le cosiddette mucche Slick siano adatte anche ai mesi più freddi. “Dobbiamo valutare l’insieme degli aspetti”, sottolinea la ricercatrice.Per ora, dunque, una diffusione su larga scala di questi animali resta una prospettiva futura. “In Svizzera possiamo già contare su misure strutturali efficaci, come la ventilazione delle stalle e le docce per gli animali”, conclude Meese.