Miglioramenti nei prossimi giorni al Nord. Per respirare attenderemo il 20 agosto. E negli anni prossimi sarà peggio

Oggi è il giorno del picco del caldo record. Bollino rosso in tutte le 27 città monitorate (domani sarà in arancione solo Bolzano) e allerta gialla per il maltempo in Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia e Umbria. Ma difficilmente il 6 agosto 2026 conserverà a lungo il titolo. E per una tregua – con temperature in linea con le medie stagionali dell’ultimo trentennio – bisognerà attendere ancora almeno fino a Ferragosto. Carlo Buontempo, scienziato italiano che dirige il Climate Change Service di Copernicus, dice: «A livello globale è chiaro: tra quest’anno e l’anno prossimo raggiungeremo un nuovo picco di temperatura globale. E questo perché già ora le temperature dei mari hanno valori record e si prevede un Niño molto forte, probabilmente eccezionale. Se facciamo una una media dei prossimi anni, le temperature continueranno a salire, sfortunatamente».

Il picco dell’ondata di calore

Non solo: «dato che il Mediterraneo bollente, carico di energia, potrebbe portare eventi estremi epocali e distruttivi quest’autunno, un vero campanello d’allerta», spiega a Repubblica Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr. La quarta ondata di calore dalla fine della prossima settimana dovrebbe iniziare a sgonfiarsi, in mezzo «nubifragi e temporali potrebbero colpire nelle prossime 48 ore il Nord. Ma a preoccupare sono soprattutto gli impatti prolungati della siccità». Legambiente ha registrato temperature fino a 63 gradi sull’aslfalto. «Questa non è un’emergenza, ma una crisi di lungo periodo. Oggi si aprono ancora i telegiornali parlando di allenatori di calcio, omettendo quanto sta accadendo. Lo trovo assurdo: questa crisi è un problema che investirà il nostro futuro e quello delle generazioni a venire», conclude Pasini.