HomePisaCronacaLa gestione dei rifiuti. Campo largo, ma minato. Retiambiente spacca tuttoDivisioni fra Pd, 5 Stelle e sinistra a Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara. Macelloni: "E’ impotenza strategica". Danti: "Manca l’indirizzo politico" .L’ossicombustore di Peccioli si candida a essere uno degli impianti innovativi in ToscanaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Gabriele MasieroPISAIl campo largo rischia di andare in frantumi sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana. E la "guerra" tra sinistra, M5S e Pd si consuma dentro Retiambiente, colosso pubblico partecipato da un centinaio di Comuni delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, ma rischia di arrivare dritta nelle stanze dei bottoni fiorentine. Le divisioni riguardano le scelte industriali, ma anche gli indirizzi politici. L’azienda, che in queste ore, come aveva anticipato La Nazione qualche giorno fa, saluta il presidente Daniele Fortini (dopo 8 anni di leadership) deve scegliere il successore ma anche dare corso a un piano industriale approvato "faticosamente" e con equilibri fragilissimi.
La partita è in capo al centrosinistra, perché il centrodestra (per ora) resta alla finestra, anche se Pisa da tempo critica scelte e modalità di azione. Alla fine l’azienda, a quanto pare, la guiderà un livornese (lo ha rivendicato la scorsa settimana in consiglio comunale anche il sindaco Luca Salvetti): in corsa ci sono l’amministratore unico di Aamps, Aldo Iacomelli (indicato proprio da Salvetti) e il dirigente pubblico veneto Walter Giacetti, "pupillo" del M5S che in Regione con il cascinese David Barontini guida proprio l’assessorato all’Ambiente.






