«Se è un unico viaggio, deve esserci un unico biglietto.» Con questa formula Kai Tegethoff, eurodeputato di Volt e membro della commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento europeo, sintetizza la filosofia della riforma con cui Bruxelles punta a completare uno degli ultimi tasselli incompiuti del mercato unico: il trasporto ferroviario. La conversazione con Linkiesta avviene pochi giorni dopo la sua nomina a relatore del Rail Ticketing Regulation, il fascicolo chiave dell’iniziativa One journey, one ticket, full rights. Un incarico che lo pone al centro di un negoziato destinato a ridefinire non solo le modalità di acquisto dei biglietti, ma anche il funzionamento del mercato ferroviario europeo.
La proposta non nasce dal nulla. Come ricorda Tegethoff, era già stata indicata da Ursula von der Leyen tra le priorità del nuovo mandato della Commissione ed è stata inserita nella lettera di missione del commissario europeo ai Trasporti. Dopo anni di discussioni, il Parlamento può finalmente lavorare su un testo concreto. «Prenotare un viaggio in treno attraverso l’Europa dovrebbe essere semplice quanto prenotare un volo. Oggi il nostro sistema non si è adattato alla realtà europea. Le persone vivono, lavorano e viaggiano oltre i confini nazionali, mentre la legislazione continua a riflettere una logica prevalentemente nazionale», spiega Tegethoff.








