Olbia. 06 agosto 2026 alle 00:22
Un inseguimento la settimana scorsa, una persona armata di coltello ne rincorre un’altra e attraversa tutta la piazza urlando. Domenica una ragazza minacciata da un uomo, anche in questo caso armato con un coltellaccio. Lunedì pomeriggio la sanguinosa spedizione punitiva contro un sudanese, accoltellato più volte, prima in via Vittorio Veneto e poi vicino alla basilica. Un residente del quartiere di San Simplicio dice: «Per carità, non metta il mio nome, qui abbiamo paura anche di esporci. Sappia che ormai le violenze sono quotidiane, viviamo chiusi in casa. E non basta, servono grate alle finestre, telecamere e cancelli davanti ai portoni. Chi può se ne va». Ecco la fotografia del quartiere di San Simplicio fatta da chi ci vive, la paura la fa da padrona in via Diaz, via Fiume d’Italia, via Piave.
Il parroco, don Antonio Tamponi, alla fine delle prediche, di sera, spesso avverte le persone più fragili: «Quando uscite state attenti, tornate subito a casa». Qualche mese fa il sacerdote aveva invitato i fedeli a non dare soldi a chi staziona davanti alla basilica: «Dovete finirla di dare denaro alle persone che stazionano sui sagrati: quell’euro che date non è carità, è una follia che sta facendo crescere la delinquenza, così non aiutiamo la comunità. Abbiamo mense, Caritas e luoghi di accoglienza, siamo pieni di cibo e aiuti, è lì che devono andare». La situazione in queste settimane è peggiorata. Gruppi di giovani, perlopiù provenienti dal nord Africa, si contendono spazi e cibo. I residenti lamentano una situazione ormai fuori controllo, persone fanno i loro bisogni e lasciano i rifiuti negli ingressi delle abitazioni.






