«Non dobbiamo lasciarcelo scappare. Come diceva Robert de Niro in “C’era una volta in America”: i cavalli vincenti si vedono alla partenza. E credo che questo sia il caso del baby arbitro di piazza Municipio. Si vede che Andrea ha già una grande personalità e soprattutto una grande passione. Può fare tanta strada». A suggellare la bravura di Andrea Valanzese, il ragazzino di appena dieci anni e protagonista in piazza e sui social delle partitelle per strada, è Paolo Gregoroni, l’ex fischietto oggi a capo della sezione napoletana dell’Associazione italiana arbitri. Per il capo degli arbitri partenopei non c’è nessun dubbio sul talento di Andrea. «Credo - spiega - che questo ragazzino, dai video che ho visto sul Mattino, avrebbe potuto cimentarsi in qualsiasi campo, anche se avesse voluto fare il cantante ci sarebbe riuscito, perché è uno di quei bimbi che nascono con un dono, una predisposizione».

L’ATTESA Andrea dovrà aspettare i 14 anni per iniziare il corso di arbitri, ma Gregoroni ha già parlato con il papà, Mario Valanzese, per invitare il ragazzino a partecipare ai raduni degli arbitri. «Non dobbiamo farci scappare questi talenti - racconta il capo dell’Aia - perché la nostra categoria, non solo a Napoli, ha necessità di avere una base solida a cui attingere per selezionare la futura classe arbitrale. Chiederò anche al nostro arbitro della Can A, Fabio Maresca, di contattare la famiglia di Andrea, questa sua passione non va spenta né affievolita». LA RIVOLUZIONE A determinare l’interesse di Andrea per l’arbitraggio è forse anche la “rivoluzione” in atto nel raccontare lo sport più bello del mondo dai mass media. Se prima si raccontavano principalmente le gesta dei 22 calciatori in campo, oggi invece ha assunto un peso specifico maggiore il ruolo dell’arbitro. Tanto ha contribuito anche l’introduzione del Var e la relativa spiegazione delle decisioni in campo da parte delle ex “giacchette nere” in un’ottica di maggiore trasparenza. «Sicuramente - dice Gregoroni - la figura dell’arbitro è diventata sempre più importante, ma un talento come quello di Andrea probabilmente sarebbe venuto fuori lo stesso. Ed è bello vedere il suo piglio nel prendere le decisioni così come, con la fantasia, il voler richiamare in piazza Municipio una sorta di review del Var». A divertire infatti i passanti è infatti proprio quella postura di Andrea che dopo aver fischiato un fallo di gioco comincia la sua spiegazione dicendo «a seguito di revisione». I CONSIGLI «La scuola della strada - dice Gregoroni - è importante tanto per i ragazzini che cominciano a tirare i primi calci ad un pallone, ma pure per un giovanissimo arbitro. E poi si vede che Andrea ha l’atteggiamento giusto e arbitrare una partita in strada con i coaetenei non è certamente semplice». E Gregoroni è pronto a dare qualche consiglio al baby arbitro: «Gli consiglierei - dice - di giocare a calcio oltre che arbitrare le partite perché solo giocando a pallone si possono vedere le azioni anche dalla prospettiva dei protagonisti in campo». E poi, oltre alla tecnica e alla personalità, ci sarà da lavorare sul fisico. «È chiaro - dice il capo dell’Aia - che più in là bisognerà lavorare sugli allenamenti che consentono a un arbitro di correre su un campo regolamentare. Ma per ora va già bene questa sua grande passione e questa sua educazione, il segnale che si tratta di un bimbo cresciuto con sani principi».