«A seguito di revisione, Luca tocca la palla con la mano nell’imminenza delle rete. Decisione finale: gol annullato e calcio di punizione». Sembra di stare in serie A, ma invece il campo di calcio è la strada e lo stadio intorno è piazza Municipio, nel pieno centro di Napoli. E a pronunciare queste frasi, come un vero arbitro della massima serie, è il piccolo Andrea Valanzese. Ha appena 10 anni, capelli lunghi, sguardo dolce che sa diventare duro quando serve e una passione non comune per l’arbitraggio. Andrea, a differenza dei suoi amichetti, non sogna di diventare Messi, Kvara oppure Hojlund, ma il nuovo Collina. E a giudicare dall’autorevolezza con la quale dirige le partitelle degli amichetti - se non fosse per quei capelli lunghi - ci assomiglierebbe pure all’ex arbitro che ha segnato un’epoca.

Spopolano sul web i video del piccolo Andrea, diventato ormai un’attrazione per chi passeggia a ridosso della piazza tra Palazzo di Città e il Maschio Angioino. I bimbi giocano in strada (a Napoli per fortuna la pratica resiste ancora) fino a quando le azioni non sono fermate da un fragoroso fischietto. E poi comincia la spiegazione del fallo fischiato: «A seguito di revisione», dice Andrea.Napoli, in cento anni quattro stadi: ecco tutti i luoghi “sacri” per la tifoseria partenopeaProprio come se in strada ci fossero monitor e Var, ma i sogni e la fantasia dei bambini possono creare mondi che gli altri non sanno guardare. Ed è così che le persone, vedendo quel piccolo arbitro, hanno cominciato a fermarsi e girare video con gli smartphone fino a quando non sono diventati virali. Al punto che papà Mario, artigiano residente ai Quartieri Spagnoli, ha deciso di creare lui stesso una pagina Instagram con i video di suo figlio Andrea che in pochi giorni ha già sfiorato i 10mila follower. E tra i seguaci di Andrea ci sono anche personaggi del mondo del calcio a cominciare dal capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo. Il futuro Andrea è stato adocchiato anche dai vertici campani dell’Aia e da ex arbitri, oggi commentatori tv, come Giampaolo Calvarese. L’Aia della Campania ha già invitato il baby fischietto al corso per arbitri che si svolgerà a Baronissi (Sa) a fine agosto e, poi, è stato già reclutato per iniziare il corso di arbitro a Torre Annunziata. Papà Mario è già pronto al sacrificio: «Se questo è il suo sogno lo accompagnerò tutti i giorni». Per ora Andrea deve ancora concludere le scuole elementari e, a settembre, comincerà la quinta. Il sogno «Sin da quando avevo 5 anni avevo già la passione per l’arbitraggio e - racconta Andrea - le prime divise da arbitro le ho comprate grazie ai soldi che mi hanno regalato al compleanno». Per i fischietti, rigorosamente professionali come quelle degli arbitri di A, invece ci ha pensato il papà disposto ad ogni sacrificio per coltivare il talento del piccolo. «Lo so che i miei compagni - dice Andrea - sognano di giocare e segnare gol in serie A, magari con la maglia del Napoli, ma invece io sin da piccolo mi sono subito appassionato all’arbitraggio. Sono anch’io abbastanza tifoso del Napoli, ma se un giorno riuscissi ad arbitrare gli azzurri di sicuro non ci sarebbero favoritismi. Certo, ora mi piacerebbe incontrare i giocatori del Napoli e il capitano azzurro Di Lorenzo, che è un grande uomo oltre che un grande calciatore».È già pronto il baby fischietto a partecipare ai corsi di arbitro, ma è già consapevole che la “scuola di strada” che sta facendo sarà fondamentale nel suo percorso. «Non è facile - racconta il piccolo - farsi rispettare nelle partitelle improvvisate in piazza, ma io con tecnica e personalità riesco a far accettare le decisioni che prendo in campo. Ormai i miei amichetti non protestano neppure più perché sanno che sono molto accurato quando devo prendere una scelta su un fallo».Da Positano a Lima, la coppia che ha portato la pizza e il Napoli in Perù: la storia di Fabrizio e Maria FernandaEd è così che le partitelle di piazza Municipio sono diventate per i passanti non solo un match di ragazzini da ammirare per la passione che ci mettono, ma una sorta di teatro dove a una certa ora ogni bimbo recita la propria parte: chi fa il bomber, chi fa il difensore e chi fa l’arbitro con tanto di cartellini che quando vengono sventolati sul volto dei baby giocatori cominciano a disperarsi come vedono fare ai calciatori professionisti. È Napoli in purezza con le sue passioni e le sue tradizioni dure a morire. Un racconto che si arricchisce con questo bimbo appassionato ed educato che ottiene pure ottimi voti a scuola. «Cosa voglio fare da grande oltre a fare l’arbitro? - risponde - Non lo so, ma per ora lasciatemi sognare». Il nuovo responsabile della Can, Daniele Orsato, può prendere appunti. Andrea è pronto a scrivere il futuro grazie a i suoi sogni.