Ennesima notte di fuoco a Kiev con un drammatico bilancio di almeno 17 morti e decine di feriti dopo un massiccio attacco russo: "I sistemi di intercettazione missilistica avrebbero potuto salvare la vita di coloro che sono stati uccisi oggi", ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky chiedendo ai partner di "comprendere che i ritardi nella fornitura di tali sistemi, o la riluttanza a fornirli, portano direttamente a perdite umane e distruzioni così terribili". Il tema dei rifornimenti risulta decisivo, ma è certo complicato dalle indiscrezioni sulle carenze americane di armamenti difensivi a seguito della guerra con l'Iran.

Il Pentagono ha smentito, ma secondo il Financial Times nell'incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot. Le fonti, "familiari con i colloqui" e coperte da anonimato, hanno aggiunto che secondo il presidente Usa "i Patriot sono necessari per difendere gli interessi Usa in Medio Oriente e nel Golfo Persico". Anni di guerra non sembrano invece preoccupare i russi: nel corso della notte scorsa nel complesso Mosca ha utilizzato 115 droni kamikaze e 28 missili, tra i quali gli Iskander e i micidiali missili ipersonici Zircon. Secondo la difesa ucraina tuttavia, i russi hanno anche iniziato a utilizzare i missili dei sistemi S-400, le batterie antimissile fiore all'occhiello dell'industria bellica del Cremlino, e quelli antiaerei RM-48U, oramai considerati antiquati: segno che anche gli arsenali di armi hi-tech del Cremlino sono agli sgoccioli. In questo quadro, citando i militari di Kiev, l'agenzia Reuters ha rivelato che un'unità missilistica nordcoreana ha iniziato a dispiegarsi nella Russia occidentale e potrebbe essere equipaggiata con 120 missili balistici e sei lanciatori per attacchi contro l'Ucraina.