A tre giorni dalla parata, il primo Catanzaro Pride della storia deve superare un ostacolo che nessuna bandiera e nessuno slogan possono aggirare: ottenere il definitivo via libera tecnico per gli allestimenti e lo spettacolo conclusivo nell’Area Teti. La Commissione comunale di vigilanza sui locali e i luoghi di pubblico spettacolo non ha espresso parere favorevole nella prima riunione. La nuova seduta è fissata per venerdì 7 agosto, appena ventiquattro ore prima del corteo. Seguirà un sopralluogo nell’area destinata ad accogliere il palco, gli interventi e il concerto finale. Non è ancora una bocciatura definitiva ma non è neppure, come qualcuno vorrebbe far credere, una semplice formalità già archiviata. È il primo dei tanti cortocircuiti che accompagnano una manifestazione diventata, prima ancora di sfilare, un caso politico, amministrativo e culturale.
Un verbale, due versioni e una certezza: il via libera ancora non c’è
La prima ricostruzione ha parlato esplicitamente di un parere negativo, motivato dalla necessità di integrare documenti e indicazioni obbligatorie per la sicurezza. Tra i rilievi formulati figurerebbero anche quelli della componente dei Vigili del fuoco. La Commissione ha quindi rinviato ogni decisione a venerdì, concedendo agli organizzatori il tempo per colmare le lacune evidenziate. Il Comitato ha fornito una lettura meno allarmante. Nessuno stop, ma soltanto un rinvio tecnico per completare alcuni adempimenti. Secondo gli organizzatori, le richieste riguarderebbero piccoli adeguamenti, tra cui il numero delle transenne, mentre tecnici e responsabili della sicurezza sarebbero già al lavoro. La preparazione, assicurano, non si è mai fermata.









