Gregorio Paltrinieri continua a confermarsi tra i grandi protagonisti del nuoto europeo. Dopo aver conquistato la medaglia di bronzo nella 5 chilometri in acque libere agli Europei di Parigi, disputata nella Senna, il campione azzurro ha ribadito ancora una volta il suo straordinario legame con una disciplina che, nonostante gli anni, continua a entusiasmarlo. Le dichiarazioni, rilasciate nei giorni scorsi al settimanale “F” e quindi precedenti alla gara continentale, raccontano il modo in cui Paltrinieri vive il nuoto in acque libere, una specialità che considera completamente diversa rispetto alla piscina.

“Ogni gara è diversa: fiume, mare, lago, temperatura dell’acqua, condizioni atmosferiche. Devi essere pronto a tutto e saperti adattare. Perfetto per me, che non sono certo un monotematico”, aveva spiegato al settimanale “F”. “Rispetto al nuoto in vasca, agli inizi è stato come ricominciare un altro sport. Nei 10 chilometri quasi due ore di gara sono tante, ma non ti annoi mai. C’è sempre qualcosa a cui stare attento: il gruppo, i rifornimenti, la scia. Nella mia testa c’è solo la strategia da mettere in atto per vincere”.

Il fuoriclasse emiliano conosce bene anche i propri punti di forza e quelli su cui deve ancora lavorare. “Il mio punto forte è riuscire a tenere un ritmo molto alto per tutta la gara, restare nel gruppo e poi giocarmi tutto nello sprint finale degli ultimi mille metri. Se invece arrivo agli ultimi 50 metri senza aver fatto la differenza, diventa molto più complicato”. Tra i limiti, invece, indica le gare in acque fredde: “Sono alto, pesante, ma molto asciutto. Ho arti sottili e quando sento freddo le braccia diventano subito pesanti“.