Alle tante meraviglie che i fortunati visitatori delle residenze reali britanniche potranno ammirare questa estate si aggiunge una gemma vegetale di rara bellezza. È il «Venus Garden» presso il castello di Windsor. Un gioiello di armonia botanica e un distillato di Storia. Per trovare le sue origini, infatti, si deve andare molto indietro. Nel Medioevo, come spiega il «Learning Curator» dottor Richard Williams, in un brillante video di presentazione della Royal Collection Trust, il lato orientale del castello aveva semplicemente un asciutto fossato difensivo superato il quale si giungeva al parco da caccia. Così sembrava fosse da sempre e dovesse essere per sempre. La svolta arrivò con Carlo II che fece creare una «Terrace» a est del Castello nel 1670 con l’obiettivo di trasformare il terreno così da renderlo adatto a giocare a bocce su prato. Il Sovrano prediligeva a tal punto questo sport che si crede sia stato proprio lui a stendere il primo set di regole per praticarlo. Negli anni Venti del Settecento Daniel Defoe, colmo di ammirazione, ebbe modo di osservare che l’erba «veniva mantenuta liscia come un tappeto». Re Giorgio IV negli anni Venti dell’Ottocento portò avanti il rinnovamento dell’intero complesso di Windsor. Fece livellare sull’East Terrace i campi da bowling e modificò l’intera area destinandola a un uso più privato con piante provenienti da ogni parte del mondo e sculture precedentemente collocate a Hampton Court. Nacque così il giardino vero e proprio. Aveva splendida vista godibile anche dalle finestre delle nuove stanze del castello oggi chiamate «Semi-State Apartments». Il giardino fu quasi certamente progettato dall’allora Direttore dei «Royal Gardens», W.T. Aiton diventato in seguito direttore dei Kew Gardens. Sull’estremità nord il Re fece costruire una grande «Orangery» pensata per alloggiare numerosi alberi di arance ch’erano stati dono del Re francese Carlo X. Purtroppo le piante di questo primo giardino furono in gran parte distrutte nel freddissimo inverno del 1837. La Regina Vittoria aprì il Castello alle visite, includendo anche il giardino. Il Principe Alberto, consorte di Vittoria, fu profondamente coinvolto nel design scelto per rinnovare il giardino, e prese anche parte in prima persona alle piantumazioni. Venne creato un passaggio sotterraneo dalla «Queen’s Tower» cosicché, se lo desiderava, la famiglia reale poteva raggiungere l’Orangery in totale discrezione. Il tunnel segreto esiste tutt’ora. Molti eventi diversi, anche i più inaspettati, si svolsero qui. Per esempio, nel 1892 Buffalo Bill allestì il suo celebre «Wild West Show» in modo che potesse essere visto dall’East Terrace. Le vicende dell’East Terrace, in verità, si sono svolte in parallelo con la grande Storia del Paese. La Seconda guerra mondiale vide le quattordici aiuole fiorite convertirsi, a causa della penuria di viveri dovuta al conflitto, in quattordici piccoli orti. Nel pieno della campagna governativa «Dig for Victory», anche le giovanissime principesse Elizabeth e Margaret curarono piccoli appezzamenti coltivati a verdure. Dopo la guerra tornarono i fiori. Un nuovo design, opera del Duca di Edimburgo nel 1971, consistette in una disposizione di aiuole, un giardino inglese di rose intorno a una fontana. Le rose furono scelte dalla Regina Elisabetta II. II Duca di Edimburgo disegnò pure la nuova fontana di bronzo posta al centro delle aiuole. Scelse la forma di un fiore di loto. Ai nostri giorni Re Carlo III è stato protagonista di un profondo ripensamento del giardino. Tra gli interventi più importanti i nuovi percorsi di sentieri con ampie bordure. L’ assetto innovato ha permesso la creazione di molte altre aiuole per l’inserimento di piante più sostenibili, preziose per estendere la biodiversità del sito. Hanno visto la luce anche due zone arricchite da fiori selvatici e dedicate al frutteto. Il lavoro del Re ha una fonte di ispirazione assai sofisticata: il design del giardino è nato in omaggio al transito del pianeta Venere così come viene visto dalla Terra: un curioso motivo a forma di fiore con petali circondati da un cerchio. Il pattern, ripreso in varie culture soprattutto nell’architettura sacra, «è il fulcro della “filosofia dell’armonia” del Re», commenta il dottor Williams. Armonia che «ci connette col mondo naturale».
Benvenuti al Venus Garden
Una splendida area verde del Castello di Windsor, totalmente ripensata da Re Carlo III







