Pavia. Per la prima volta nella storia del collegio Ghislieri, a settembre molti studenti dovranno stare in una stanza doppia: un piccolo sacrificio per rendere possibile il più grande intervento di ristrutturazione e risanamento del collegio degli ultimi trecento anni, avviato ieri nella ex ala femminile. O meglio: il 3 agosto sono state posizionate le reti di cantiere in piazza del Papa, i lavori veri e propri cominceranno a settembre e occuperanno una cinquantina di operai. Il cantiere da 7 milioni di euro riguarda i 5mila metri quadri della Sezione Sandra Bruni realizzata sessant’anni fa, quando il Ghislieri divenne il primo collegio universitario misto d’Italia: sarà ristrutturata quella che in gergo collegiale viene chiamata “la palazzina”, la “loggetta”, la “Scala Sasso”, (altresì detta “matricolare” e “fagiolare” per via del fatto che solitamente ospita primi e secondi anni) e, infine, “l’asocialità”, quella parte delle ex case dei dipendenti un po’ più isolata e tranquilla. Ieri sono scattati i divieti di sosta nella piazza, oggi arriverà la gru: il cantiere occuperà 15 posti auto fino a settembre dell’anno prossimo per stoccare i materiali edili mentre in vicolo Sant’Ulderico verranno allestiti i ponteggi per il rifacimento del tetto e il ripristino dell’intonaco delle palazzine. L’operazione è stata finanziata con 6 milioni dal Ministero dell’università e della ricerca, a cui si aggiungono 114 mila euro della regione e un milione stanziato dal Collegio, un milione. Alla fine dei 13 mesi di lavori ci saranno una quindicina di posti letto in più: le 98 camere diventeranno 113 posti letto con nove doppie (di cui tre mini alloggi con cucina), tutte le stanze avranno il bagno in camera e l’intera ala sarà accessibile alle persone con disabilità. «I lavori prevedono il rifacimento di tutte le stanze - spiega il responsabile dell’ufficio tecnico del collegio Pierluigi Barbero -. Saranno dotate di impianti di domotica, bagni privati e infissi ad alto isolamento termico ed acustico. Saranno sistemate le quattro aule studio e le cucine di piano. La palestra disporrà di un impianto di raffrescamento e la nuova centrale termica consentirà il riscaldamento e il raffrescamento degli spazi con un notevole risparmio di emissioni di anidride carbonica. Sarà accessibile alle persone con ridotta funzionalità motoria ma anche a persone non vedenti e non udenti, perché priva di barriere architettoniche». I lavori edili saranno eseguiti dalla Damiani Costruzioni affiancata da E.T.I. (impianti meccanici) ed Elettrica pavese (impianti elettrici), l’ingegner Roberto Montagna dirigerà i lavori. Per rendere possibile il cantiere senza perdere posti letto, c’è stata una imponente riorganizzazione del collegio che, ogni anno, ospita circa 180 studenti e studentesse: «Stiamo trasformando le stanze dell’ala storica in doppie e in questi giorni dovremmo dunque traslocare 55 letti, 55 armadi, 55 comò, 55 librerie, e scrivanie - spiega Barbero -. Delle 15 foresterie a disposizione di professori e ricercatori in visita l’anno prossimo ne resteranno solo due, le altre sono state riconvertite in stanze. Ma in quest’ala, che sarà sigillata per tutta la durata del cantiere, ci sono aule didattiche e di studio, la lavanderia: abbiamo inventato altre aule studio in biblioteca e in aula magna nell’ala storica e abbiamo dovuto realizzare un nuovo accesso per i fornitori in via Spallanzani». «Era dal Settecento, dall’ultimo grande rifacimento del nucleo storico del Collegio, che non si interveniva in modo così massiccio e profondo su parti già esistenti del Ghislieri - spiega il rettore Alessandro Maranesi -. Abbiamo ridisegnato un edificio che si immerge nella contemporaneità e nelle esigenze di vita di studenti e studentesse di oggi. Un cambio epocale, per la vita del Collegio, che festeggeremo nel 2027 in concomitanza con il 460esimo anniversario della sua nascita».