Electronics Arts (Ea), produttore statunitense di videogiochi tra cui i celebri Fifa, Nba e Battlefield, finisce in mano al consorzio di investitori composto dal fondo sovrano saudita Pif, dalle società di private equity Silver Lake e Affinity Partners, quest’ultima guidata dal genero di Donald Trump, Jared Kushner. L’operazione annunciata a fine settembre è arrivata a destinazione. Ieri, mercoledì 4 agosto, l’annuncio del completamento dell’acquisizione per un valore di 55 miliardi di dollari, con gli azionisti che riceveranno 210 dollari in contanti per azione. La cifra incorpora un premio del 25% rispetto al prezzo del titolo precedente alle indiscrezioni sull’operazione. Con questa comunicazione, il colosso dei videogame viene delistato dal Nasdaq dopo 36 anni di quotazione a Wall Street ed entra in una nuova fase della sua esistenza. Nonostante il cambio di assetto societario, Ea manterrà il suo quartier generale a Redwood City, in California. Alla guida resterà l’attuale presidente e amministratore delegato Andrew Wilson. I sauditi e le mire nei videogame Pif era già presente nell’azionariato di EA con una quota del 9,9%. La sua partecipazione è stata trasferita nella struttura nata dall’acquisizione, consolidando il ruolo del fondo presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman. A luglio era arrivato il via libera all’operazione da parte delle autorità europee e americane. Lato Stati Uniti, alcuni politici e sindacati avevano chiesto verifiche più severe. Ma alla fine non ci sono stati ostacoli neanche da parte della Commissione europea che ha dato l’ok sostenendo che non ci siano problemi legati alla concorrenza.