Spotify sta investendo pesantemente sull'introduzione di servizi grazie all'intelligenza artificiale. Durante la conference call con gli analisti per la presentazione dei conti del secondo trimestre, i due co-ceo, Alex Norström e Gustav Södestrom, hanno ricordato alcune fra le novità in prova o già funzionanti. A partire da Talk to Spotify, la funzionalità di interazione vocale in linguaggio naturale attualmente testata negli Stati Uniti che consente agli utenti di parlare con Spotify per ricevere risposte estremamente precise e approfondite su musica, podcast e libri.

Una personalizzazione sempre più sofisticata

Ci sono poi i Personal Podcast (chiamati anche Gen Pods) generati dall'AI e personalizzati sull'utente: uniscono i gusti personali dell'ascoltatore, le ultime uscite musicali, i podcast persi la settimana precedente, consigli sui libri e persino informazioni iper-locali su ciò che accade nel proprio quartiere. Alla base della personalizzazione di questa come di altre funzioni c'è il Large taste model, il modello di intelligenza artificiale proprietario di Spotify che applica le leggi di scala tipiche dei grandi Llm, ma addestrato su una quantità sterminata di dati interni (3,4 trilioni di eventi giornalieri generati dagli utenti). Questo Taste Llm, secondo Södestrom rappresenta un enorme fossato competitivo, poiché è un modello che nessun concorrente può acquistare sul mercato.