La presenza dell’ambasciatore Usa a Bari e del suo yacht da oltre 400 milioni di euro riaccende il dibattito sulle opportunità e le ricadute economiche della realizzazione del porto turistico. Un progetto che quasi certamente sfrutterà i lavori per il riposizionamento di tre pattugliatori della Capitaneria di Porto al molo San Cataldo. Lavori, partiti a luglio, per i quali il governo ha stanziato 39 milioni.
Ma la presenza di mega yacht a Bari in modo stabile potrebbe non essere più solo un’ipotesi perché tra un anno il porto del capoluogo pugliese potrebbe essere pronto ad accogliere imbarcazioni di grandi dimensioni al molo Borbonico, trasformando la città in una nuova destinazione per il turismo nautico di fascia alta.
È la sfida su cui punta l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale. L’intento è quello di creare una rete di ormeggi per mega yacht capace di intercettare un segmento turistico internazionale ad altissima capacità di spesa. Il primo passo, quindi, sarà il recupero del molo Borbonico: liberato dai rimorchiatori, potrà ospitare tre grandi yacht. A questi si aggiungeranno gli otto posti previsti nell’area della nuova marina, collegata agli interventi per i pattugliatori della Capitaneria di Porto. In totale, Bari potrebbe diventare porto di ormeggio per ben 11 mega yacht e per 200 imbarcazioni tra i 14 e i 15 metri.







