Recuperare edifici pubblici abbandonati e strutture rurali inutilizzate per creare alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli. È questo l’obiettivo del nuovo piano previsto dal decreto Pubblica amministrazione approvato dal governo, finanziato con le risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. A gestire il percorso sarà il commissario straordinario Giovanni Maria Macioce, il cui incarico è stato prorogato fino al 31 dicembre 2029.

Non basta colpire i caporali con arresti e controlli, se chi lavora nei campi continua a non avere una casa, il sistema dello sfruttamento trova sempre un modo per andare avanti. È da questo presupposto che parte una delle novità inserite nel decreto Pubblica amministrazione approvato dal governo: un piano per recuperare edifici pubblici e strutture rurali inutilizzate da trasformare in alloggi per i lavoratori agricoli.

Quando si parla di caporalato, infatti, si pensa spesso solo a chi recluta illegalmente i lavoratori nei campi, ma il sistema dello sfruttamento si regge anche su altro: trasporti, alloggi e una condizione di continua precarietà che rende molte persone più facilmente ricattabili. Proprio per questo il governo ha scelto di intervenire anche sul tema della casa. L'idea è recuperare immobili pubblici dismessi, strutture rurali inutilizzate e altri spazi per offrire ai braccianti una sistemazione stabile e dignitosa, evitando che debbano dipendere dai caporali anche per trovare un posto dove dormire. La misura non riguarderà solo i lavoratori stranieri, ma anche i braccianti italiani e comunitari che lavorano stagionalmente in agricoltura. Cosa prevede il nuovo piano di alloggi per braccianti agricoli La misura sarà finanziata con le risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 e punta anche a recuperare progetti rimasti fuori dal Pnrr. A coordinare il piano sarà il Commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi e la lotta al caporalato, Giovanni Maria Macioce, il cui incarico viene prorogato fino al 31 dicembre 2029. Il budget definitivo è ancora in fase di definizione. Secondo le prime stime, il piano potrebbe contare su risorse comprese tra 60 e 100 milioni di euro, recuperando anche alcuni progetti rimasti esclusi dal Pnrr.