La ricostruzione della 39enne al Corriere e al Tg1: dalle minacce al messaggio dell'ex fino al pestaggio dopo l'omicidio di Venco. «Mirko è un assassino, voglio parlare con la madre»

Porta ancora sul corpo i segni dell’aggressione subita nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto a Somma Lombardo, nel Varesotto. Quella sera l’ex compagno, Mirko Bertellini, 44 anni, ha investito e ucciso con l’auto Federico Venco, 36 anni, che si era fermato per prestarle soccorso lungo la strada, per uno scambio di persona. La donna, 39 anni, ha ricostruito quanto accaduto in un’intervista al Corriere della Sera e ai microfoni del Tg1. Oggi dice di voler incontrare la famiglia Venco. «Mi stanno riempiendo di insulti. Sui social, per strada, nelle chat. Mi danno della killer», racconta. Per questo, spiega al quotidiano, sente il bisogno di parlare con la madre della vittima: «Sono a pezzi e sua mamma deve sapere come sono andate le cose. È morto per colpa mia, non mi do pace».

La ricostruzione

Ripercorrendo quei momenti, la 39enne racconta che stava raggiungendo Bertellini. Non conoscendo bene la strada, seguiva le indicazioni del navigatore sul telefono e rallentava di tanto in tanto per controllare il percorso. A un certo punto il cellulare le è caduto dalla tasca. «Mi è volato via il telefono e, mentre lo cercavo, lui si è fermato con la moto e mi ha chiesto se avessi bisogno di aiuto», ricorda riferendosi a Venco, che passava casualmente in quel tratto di strada. Poco prima, racconta ancora, aveva scritto all’ex compagno «Sto arrivando». Lui le avrebbe risposto: «Vieni che ti ammazzo». Quel telefono è ora al vaglio dei carabinieri, che stanno analizzando il suo contenuto nell’ambito delle indagini.