Un’idea nata tra un turno di lavoro e l’altro, potrebbe cambiare il volto di un aeroporto internazionale. Ne è convinta Sacbo, la società di gestione del Milan-Bergamo Airport, che attraverso la sua Call For Ideas 2025 ha rimesso in discussione i tradizionali modelli gerarchi per invitare i propri dipendenti a farsi progettisti dell’aeroporto del futuro. L’iniziativa, lanciata a metà dello scorso anno, è stata pensata per promuovere l’innovazione «bottom-up», dal basso verso l’alto. «È un’evoluzione naturale della vecchia cassetta dei suggerimenti», esordisce Laura Monteleone, direttrice delle risorse umane di Sacbo, che spiega che «l’obiettivo dell’iniziativa era quello di favorire la partecipazione di tutto il personale del gruppo Sacbo - che conta più di 700 dipendenti su due compagnie - in un percorso di ridiscussione della nostra visione dell’aeroporto. Volevamo che le persone che vivono gli spazi tutti i giorni sviluppassero delle idee per il loro futuro».

La «Call For Ideas 2025», però, non si è limitata a raccogliere una manciata di suggerimenti: al contrario, i progetti dovevano essere corredati da un modello di business e da un elenco dei costi, fondamentali per vagliare la fattibilità delle proposte all’atto pratico. «Proprio per sviluppare questa mentalità imprenditoriale abbiamo proposto ai 17 dipendenti che hanno elaborato i 13 progetti di seguire un percorso formativo di 12 ore che traducesse le loro intuizioni in solide proposte progettuali», riporta Alessia Gritti, del reparto Hr di Sacbo: «Si è trattato di tre moduli da quattro ore ciascuno votati allo sviluppo del progetto,