I fatti di Sofia, dove un gruppo di neonazisti ha preso d’assalto un hotel in cui risiedevano adolescenti ebrei milanesi e romani appartenenti all’associazione Bnei akiva al grido di "Sieg Heil" è la manifestazione violenta di un percorso ideologico interno alla destra globale, in cui alcune frange estremiste stanno approfittando del clima anti-israeliano creatosi dopo il 7 ottobre, che ha visto una veemente e per molti sproporzionata reazione israeliana al massacro di Hamas nel Sud di Israele, per legittimare il proprio mai risolto antisemitismo di marca prettamente biologica.

Con tutto il corredo che si porta dietro, a cominciare dall’immagine dell’ebreo astuto e manipolatore all’origine di ogni teoria del complotto che si rispetti. Se il fenomeno ha il suo apice nella destra MAGA, che sta premendo su Trump perché si ritiri dal conflitto con l’Iran in cui sarebbe stato trascinato da Netanyahu (si sono sentiti autorevoli commentatori nostrani sui cui nomi sorvolo, che hanno persino evocato lo spettro dei file Epstein con cui il Presidente Usa sarebbe stato ricattato dal primo ministro israeliano), l’Italia non è immune dal virus, che si sta espandendo a tutte le latitudini con una velocità da fare invidia al Covid. Sintomi ne avevamo già avuti in questi anni, in cui sulla "piazza del mercato", per usare una felice espressione dello psicanalista Giampaolo Lai, sono riemerse tesi considerate tabù solo tre anni fa.