La crisi 05 agosto 2026 alle 00:27Da Roma condanna unanime: «Antisemitismo da combattere»
Sofia.
Le urla “Sieg Heil”, i saluti nazisti e le magliette nere con il teschio. E il tentativo di bloccare l'ingresso. È quello che hanno vissuto circa quattrocento ebrei italiani, molti della Comunità di Roma e alcuni di Milano, vicino a Sofia in Bulgaria, davanti all'ingresso dell'hotel dove alloggiavano. Un gruppo di naziskin domenica notte, dopo le minacce verbali, ha infatti tentato di forzare l'ingresso della struttura al termine del campeggio estivo del Bene Akiva, nella città di Bansko, provocando momenti di tensione prima dell'intervento della polizia.
La ricostruzione
A raccontare l’accaduto è stato il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun: Un video, ha spiegato, «documenta l'ignobile» gesto. Dopo l'intervento della polizia, ha aggiunto, «i naziskin sono tornati e hanno di nuovo bloccato gli ingressi, minacciando e urlando i nostri ragazzi». «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza», ha ribadito. La vicenda ha riportato al centro il tema della sicurezza degli ebrei in Europa. L'Ucei ha espresso «solidarietà ai giovani ebrei italiani per l'episodio di minacce antisemite», sottolineando che «sono episodi che continuano a ripetersi in un crescendo sempre più preoccupante. Che provengano da estremisti di destra, come in questo caso, o da estremisti di sinistra. Resta l’odio e va combattuto con la stessa fermezza», le parole del presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi.











