Il termometro del mercato vede la strada dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps ancora più spianata. O almeno questo dice l'ulteriore allargamento, a oltre mezzo miliardo di euro, del premio a cui viaggia in Borsa l'offerta dell'istituto guidato da Carlo Messina per Mps dopo che Banco Bpm ha interrotto le trattative per una fusione concordata. Un passaggio che ha reso più impervia la costruzione di un'alternativa a Ca' de Sass. L'istituto senese viene valutato con l'offerta di Intesa poco più di 36 miliardi, a fronte di una valutazione di Borsa di poco meno di 35,5 miliardi, con un premio che sale all'1,5%. Lì dove a Piazza Affari il titolo Intesa è spinto anche da un report di Jefferies che vede un rafforzamento del posizionamento strategico, della crescita degli utili e del profilo patrimoniale dal successo dell'Opas: le azioni sono salite (+1,4%) a 6,788 euro a fronte del rialzo (+0,9%) del Monte, a 11,68 euro.

I riflettori sono ora puntati sulla tornata settimanale dei cda chiamati ad approvare i conti trimestrali che saranno l'occasione per fare il punto su equilibri in movimento e mosse bancarie. Le sollecitazioni degli analisti serviranno, poi, a spingere i vertici a chiarire anche con il mercato le manovre in corso. Ad aprire la tornata è oggi il cda di Bpm. E allora si vedrà se l'ad Giuseppe Castagna indicherà la strada del consolidamento verso Parigi, dopo lo stop sul Monte, in occasione della conference call. Domani toccherà all'ad di Bper, Gianni Franco Papa parlare di scenari, mentre venerdì sarà il turno del Monte (all'indomani del cda). Castagna prenderà la parola dopo che Piazza Meda ha deciso di «interrompere le consultazioni» per una fusione con Mps. Una decisione sostenuta dai consiglieri Agricole che, rispetto a un anno fa, è salita dal 20 a quasi il 30% in Bpm, ipotecando il futuro della banca. «Nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi», ha detto il ceo, Oliver Gavalda, dopo aver seminato dubbi sul «valore» di un matrimonio con Siena, mentre la cfo ha indicato nella fusione con il Crédit Agricole Italia lo scenario prediletto.Il mercato, per la verità, non esclude colpi di scena, a partire da un possibile ritorno di fiamma di Unicredit su Bpm, mentre appare in salita l'opzione di un'offerta non concordata di Siena. Il difficile tentativo di costruire un'alternativa all'Opas Intesa, avrebbe bisogno dell'appoggio dell'assemblea Mps, poco coesa, considerato il nodo della passivity rule, e di quello dell'Agricole, che preferirebbe fondersi con Bpm. E ci sarebbero da superare anche i paletti invalicabili del golden power. Sulle interazioni con Milano - definite dal Monte «consultazioni» pre-negoziali - Siena ha risposto alla richiesta di chiarimenti inviata da Consob prima che l'operazione saltasse. Secondo l’Ansa, nessun commento è ancora arrivato dall’Authority alle risposte attese da Mps e Bpm rispetto sia ai chiarimenti ex articolo 115 del Tuf avanzati da Consob sulle trattative per una eventuale fusione tra le due banche, dopo che il mercato ha registrato i comunicati di venerdì, sia in merito alla lettera di contestazione dei consiglieri di minoranza del cda del Monte, come riportato dal Sole24Ore. Intanto il Mef vedrà il 20 agosto la sindaca di Siena, la presidente della Provincia e il governatore toscano. Resta sul tavolo la vendita del 4,9% di Mps ancora in mano al Mef. Lo stesso Tesoro ha ipotizzato il disimpegno.