Le scottature non sono semplici inconvenienti estivi che si contrastano a suon di creme lenitive. La pelle possiede infatti una memoria di ferro, e il suo archivio biologico non dimentica mai le lesioni accumulate nel corso del tempo. È proprio questa capacità di memorizzare ogni singolo danno cellulare a trasformare le ustioni solari subite da giovanissimi in una minaccia silenziosa ma devastante per la salute futura.
«I traumi cutanei causati dai raggi ultravioletti durante l'infanzia e l'adolescenza non rappresentano arrossamenti passeggeri destinati a svanire con la fine della bella stagione, ma vere e proprie aggressioni in grado di alterare il Dna in modo permanente», spiega Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, recentemente insignito del prestigioso 2026 SITC Lifetime Achievement Award conferito dalla Society for Immunotherapy of Cancer. Di fatto, il conto di queste disattenzioni viene presentato a distanza di decenni, quando le mutazioni accumulate possono sfociare in tumore.Le probabilità A confermare la gravità di questo meccanismo sono i dati ufficiali dell'American Academy of Dermatology: subire cinque o più scottature solari gravi, caratterizzate dalla comparsa di vesciche e ustioni dolorose, tra i 15 e i 20 anni di età comporta un aumento del rischio di sviluppare un melanoma pari all'80%, mentre le probabilità di contrarre altri tumori della pelle non melanoma salgono del 68%. «Un allarme fondamentale che dimostra scientificamente come i danni molecolari subiti durante la giovinezza costituiscano il terreno fertile su cui, molti anni dopo, può innescarsi il processo di trasformazione tumorale», sottolinea Ascierto.L'oncologo spiega la dinamica biologica con cui i raggi UV colpiscono e degradano il nostro tessuto cutaneo. Le scottature solari possono aumentare in modo esponenziale il rischio di sviluppare il melanoma, soprattutto se si rivelano ripetute e gravi, e in particolare se avvengono durante i periodi delicati dell'infanzia e dell'adolescenza. L'esposizione non protetta ai raggi UV danneggia in modo diretto la catena del Dna presente nelle cellule della pelle, e se questo danno genetico non viene tempestivamente ed efficacemente riparato dal nostro sistema immunitario, può portare nel tempo a mutazioni irreversibili che possono causare il cancro della pelle.Il pericolo risiede proprio nella persistenza di queste lesioni e nella loro capacità di accumularsi. «Il processo di trasformazione tumorale precisa Ascierto è molto lungo e può avere origine da alterazioni avvenute in età pediatrica. La pelle è infatti in grado di "memorizzare" il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l'infanzia. Per questo è fondamentale evitarle fin da piccoli».In Italia il quadro epidemiologico si fa sempre più critico: il melanoma rappresenta attualmente il terzo tumore più frequente tra i giovani al di sotto dei 50 anni. Numeri drammatici ma in gran parte evitabile, dal momento che quasi 9 melanomi su 10 potrebbero essere previsti adottando comportamenti corretti e responsabili.Le campagne Nonostante le numerose campagne di informazione e sensibilizzazione promosse sul territorio, i dati ci suggeriscono che molti italiani sono ancora poco cauti e attenti alla prevenzione quotidiana. Bisogna comprendere, ricordano gli specialisti, che non esiste un'abbronzatura davvero sicura: la tintarella non è un segno di salute, ma solo una reazione difensiva della pelle che produce pigmenti per tentare di proteggersi, senza tuttavia salvare il DNA dai danni dei raggi UV. «La crema solare, anche a protezione molto alta come la 50+, non costituisce affatto un passaporto per stazionare ore sotto il sole e non schermerà mai la totalità delle radiazioni», raccomanda Ascierto.Le unghie Chi ha la pelle scura o è già abbronzato non è affatto immune dai danni genetici e deve comunque applicare costantemente il filtro solare, tenendo presente che nei fototipi scuri il melanoma si sviluppa spesso in sedi nascoste e insidiose come le piante dei piedi, i palmi delle mani o sotto il letto ungueale.Da non dimenticare l'incalzare delle pericolose mode social che puntualmente spuntano ogni anno: tra i nuovi trend dell'estate 2026 il fenomeno "tanmaxxing". L'abbronzatura a tutti i costi, con olio abbronzante, lettino UV e persino l'uso di app meteo per scoprire i picchi solari. Una sorta di tintarella estrema, senza regole. Se lo scorso anno la challenge dell'estate era il cosiddetto "tatuaggio solare", disegni scolpiti sulla pelle scottata dal sole, quest'estate è il turno di un altro gioco pericoloso.









