Di quella domenica mattina ne ha parlato nell’immediatezza, agli agenti della squadra mobile intervenuti in via Svevo 6 il 19 luglio stesso, dopo la morte di Abderrahim Fakir. Poi, più nulla. O almeno questo è quanto risulta mentre continuano in procura a sfilare i testimoni della tragedia del Pilastro, compresi tre dei ragazzi intervenuti nell’area garage e che per qualche frangente, con tempi e modalità differenti tra di loro, aiutarono gli agenti di polizia nel contenimento del 42enne.

Chi però sembrerebbe sparito dal Pilastro sin dai giorni successivi al caso Fakir è il giovane dell’Est Europa che per gran parte dell’intervento viene immortalato mentre aiuta la polizia a tenere fermo Abderrahim, tenendogli fermi i piedi sino al momento in cui uno dei due agenti non glieli fascetta, quando già Fakir viene filmato privo di sensi.

Il ruolo di rilievo svolto dal ragazzo dell’Est Europa lo rende di fatto un testimone chiave nell’inchiesta aperta per omicidio colposo con modello 45-bis, anche per avere assistito alla scena nella sua interezza. Eppure, dopo avere fornito agli agenti della squadra mobile le prime dichiarazioni sul luogo della tragedia, non è ancora confermato se l’autorità giudiziaria sia effettivamente riuscita a rintracciarlo di nuovo per ascoltarlo a sommarie informazioni testimoniali, dopo che la sua presenza al Pilastro si è di fatto volatilizzata.