Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, fondatore dell’associazione Dialoga, lei è stato uno dei protagonisti del pranzo organizzato da Ignazio La Russa lo scorso 20 luglio con gli aspiranti candidati sindaci del centrodestra. Cosa è cambiato da allora?
"Il pranzo è stato un incontro positivo, perché dedicato al futuro di Milano. Questo certifica l’interesse del centrodestra a proporre un’amministrazione all’altezza per le Comunali del 2027. In quell’occasione ho respirato una forte consapevolezza di poter vincere e far affermare una proposta alternativa a quella del centrosinistra tra un anno. Mi ha fatto piacere constatare che ci sono tante energie diverse che sono pronte a lavorare a un obiettivo comune. La cosa più importante è creare un gruppo coeso e un programma unitario. Credo che l’intento del presidente La Russa fosse questo e che sia stato fatto un passo avanti molto importante".
Altre ricostruzioni narrano che La Russa ha convocato il pranzo per far convergere tutti gli aspiranti candidati sindaci della società civile, tra cui lei, sulla figura del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Lei è pronto a lavorare nella squadra di Lupi?
"Io metto Milano davanti a tutto, anche davanti alle individualità. Ho dato un contributo alla città e non ho posto una mia eventuale candidatura a sindaco come condizioni per dare questo contributo. La cosa peggiore, dal mio punto di vista, è fare delle fughe in avanti. Serve condivisione e un programma di coalizione, non una bandiera da sventolare da una singola persona. È più efficace e produttivo costruire qualcosa insieme ad altri mettendo Milano davanti a tutto piuttosto che l’individualismo e il personalismo o il dire “io vado avanti comunque anche da solo“. Tutto ciò è qualcosa che non ha senso".






