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Firenze ha ricordato ieri Giovanni Spadolini, a trentadue anni dalla scomparsa, con la cerimonia che ogni 4 agosto riunisce istituzioni e cittadini per un omaggio ad uno dei protagonisti della memoria storica e civile fiorentina. La commemorazione si è aperta nella Basilica di San Miniato al Monte con la Messa in suffragio celebrata da padre Bernardo Gianni Maria. Al termine, il Comune di Firenze ha deposto una corona al sepolcro dello statista. Presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessora comunale all’Educazione Benedetta Albanese in rappresentanza della sindaca Sara Funaro, il presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, Cosimo Ceccuti e Maria Donata Spadolini per la famiglia.

"Ricordiamo una personalità di straordinario profilo internazionale, capace di offrire al Paese stabilità, valori e ideali in una stagione difficile – è stato il commento di Giani -. Noi fiorentini siamo orgogliosi delle sue radici, perché la sua eredità non appartiene soltanto alla storia, ma continua a ispirare il futuro". L’assessora Albanese ha sottolineato il progressivo rafforzamento dei rapporti tra il Comune di Firenze e la Fondazione Spadolini, accomunati dalla volontà di avvicinare un numero sempre maggiore di giovani e giovanissimi alla figura e all’eredità culturale dello statista fiorentino. Non solo memoria, dunque: il ricordo di ieri ha guardato anche al futuro. La recente acquisizione da parte della Fondazione della villa di famiglia a Pian dei Giullari, dove Spadolini scrisse il suo primo libro all’età di soli nove anni, completa il nucleo formato dalla Casa Museo e dalla Biblioteca aperta al pubblico sulla suggestiva collina fiorentina.