Un impianto per estrarre metalli rari dai rifiuti elettronici (Raee) lungo la SP76 a Borghetto, accanto a Idromarche. È il progetto di RarEarth, startup unica in Italia che ha appena ottenuto un maxi finanziamento Ue da 2,5 milioni. Sul territorio, però, si alza il livello di guardia: l’attività rientra nella classificazione di "industria insalubre". Ieri si è aperta la Conferenza dei Servizi per valutare l’insediamento. La politica locale, intanto, ha fatto fronte comune. Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno per vigilare sull’impatto ambientale. Il documento, presentato dalla minoranza, è stato emendato dalla maggioranza "Monte San Vito Cambia" (lista del sindaco Cillo). "Ancora una volta – spiega la compagine di governo – abbiamo dato dimostrazione concreta che davanti ai grandi temi e all’interesse pubblico sappiamo ascoltare le proposte, accoglierle e mettere da parte paternità e appartenenze, facendo chiarezza sulla vicenda". Per Cillo "la classificazione industria insalubre è molto ampia e insalubre non vuol dire per forza di cose nocivo. Noi diciamo no a impianti che possano essere nocivi" Il progetto è di alto profilo: RarEarth (sedi a Milano e Ancona) ha brevettato un processo per trasformare motori a fine vita in magneti ad alte prestazioni, riducendo la dipendenza europea dalle miniere estere. Un’eccellenza ‘green’ che ora dovrà superare il vaglio autorizzativo della Provincia e tutti gli enti coinvolti. Se dovesse arrivare il via libera della conferenza dei servizi l’atto costituirebbe variante urbanistica per quel progetto.