Il momento più buio, dopo le vittorie. A pochi mesi da Parigi 2024 Daniele Garozzo, due medaglie alle olimpiadi e una serie di titoli mondiali nel fioretto, ha dovuto chiudere con la sua passione, la scherma. “È arrivato il momento di annunciare il mio ritiro dall’attività agonistica e sono tante le emozioni che provo”, aveva scritto su Instagram pubblicando la foto dell'oro conquistato a Rio 2016 e l'argento di Tokyo 2020 - . È una decisione scaturita da circostanze al di là del mio controllo – il mio cuore si è “infortunato” – ma che accetto con serenità".
Un problema di salute che ha cambiato i suoi piani, ma che non l’ha fermato, come racconta, ricevendo il Premio internazionale Fair Play Menarini. Ha continuato a macinare vittorie anche se non sulla pedana. “Al controllo hanno visto un piccolo problema cardiaco e sono stato fermato. Non era una cosa grave, ma non si conciliava con l’attività agonistica alle Olimpiadi. Non mi sono scoraggiato, tendo a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. In fondo a 31 anni avevo alle spalle delle vittorie importanti come quella alle olimpiadi di Rio, a soli 24 anni”.
Una passione incominciata a 6 anni
Una passione, quella sportiva nata molto presto. “Ho iniziato la scherma a sei anni, nella mia città, Acireale. Già a 8 anni partecipavo ai primi tornei, ma l’antagonismo vero e proprio è arrivato a 10 anni. Poi gli obiettivi sempre più importanti. Eravamo 30 in quella scuola e solo 4 sono andati alle Olimpiadi. Il fioretto era la mia vita”, aggiunge.






