Gli arretrati diminuiscono. Ma la capacità complessiva di smaltire i procedimenti rallenta. Dai dati del Ministero di Giustizia sui contenziosi di natura civile rielaborati dall’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, emergono tribunali lombardi dai due volti: veloci nel ridurre gli stock, con più difficoltà nella gestione dei nuovi flussi.

Il trend dell’ultimo decennio della Corte d’Appello di Milano ne è un esempio: i procedimenti pendenti scendono da 15.579 a 4.668, con una riduzione del 70%, la capacità di smaltimento peggiora da 1,29 a 1,07. A misurare l’efficienza è il “clearance rate“, l’indicatore europeo che certifica il rapporto tra procedimenti definiti e nuove iscrizioni. Valori superiori all’unità (ovvero al 100%), infatti, indicano che sono stati definiti più procedimenti di quanti ne siano sopravvenuti. Al di sotto dell’unità, invece, i processi conclusi sono inferiori alle iscrizioni, con una crescita delle pendenze.

Anche nel territorio di competenza della Corte d’Appello di Brescia, nell’ultimo decennio le pendenze passano da 4.979 a 2.977, con un calo di oltre il 40%, mentre l’efficienza scende da un valore di 1,26 a 1,06.

I risultati dei tribunali che appartengono ai due distretti giudiziari lombardi di Milano e Brescia mostrano ovunque una riduzione dei procedimenti pendenti, accompagnati a indici diversi di efficienza nel rapporto tra sentenze definite (in primo grado) e nuove cause. A Bergamo le pendenze diminuiscono da quasi 30mila a poco più di 17mila fascicoli: -42%. Monza taglia il proprio carico da oltre 27mila a poco più di 21mila procedimenti, con una flessione di circa il 23%. Como scende da circa 13.300 a 11.445, con un calo più contenuto attorno al 14% così come Busto Arsizio (da 13.233 a 11.279).