Semiconduttori e intelligenza artificiale protagonisti assoluti in un martedì di mercato in cui tutti i venti hanno tirato a favore delle performance dei listini.
Da una parte le prove generali di tregua in Medio Oriente, dopo che il segretario del Tesoro Usa Scott Bessent ha detto ai microfoni di Cnbc (articolo a pagina 5) che un accordo per aprire lo stretto di Hormuz potrebbe arrivare «già questa settimana».
Immediata la reazione del greggio, ancora in forte flessione in entrambi gli indici di riferimento: il Brent è arrivato a perdere oltre il 5,5%, scendendo intorno a quota 79 dollari al barile, mentre il Wti ha perso addirittura quasi il 6%, viaggiando sotto i 76 dollari.A dar linfa alle borse - americane in primis - sono state poi alcune indicazioni provenienti dalla trimestrale di Palantir, il colosso dei software per l'intelligenza artificiale che ha visto i ricavi crescere del 93% e battere il consenso di oltre 100 milioni di dollari, con utili per azione di 41 centesimi per azione contro i 35 attesi dagli analisti.
Numeri che, a metà seduta, hanno spinto il titolo a oltre il 27%: Palantir ha così superato i 380 miliardi di dollari di capitalizzazione, entrando nella lista delle prime 40 società quotate più grandi al mondo.Il combinato disposto di clima più disteso sul fronte geopolitico e ottimismo per le trimestrali si è riversato su tutto il mondo della tecnologia, che include ovviamente anche l'universo dei semiconduttori.







