Una fitta rete di account social, riconducibili a utenti marocchini, starebbero organizzando un nuovo ingresso di massa nell'enclave spagnola di Ceuta, fissando la data per il prossimo 15 agosto. A svelare l'operazione la testata giornalistica spagnola OkDiario, che descrive una campagna virale mirata principalmente ai più giovani. Lo slogan, che rimbalza da giorni sui profili TikTok e Instagram, recita: «Il 15 agosto, quel giorno tutto avrà un senso». Dai canali pubblici, gli utenti vengono poi reindirizzati verso gruppi privati di WhatsApp per coordinare logistica e modalità operative. Al momento, né Madrid né Rabat hanno rilasciato conferme ufficiali.

Haraga Già in occasione delle massicce ondate migratorie del 29 e 30 luglio, i social network si erano rivelati decisivi per muovere migliaia di persone verso la frontiera europea. Oggi la strategia si ripete, sfruttando l'algoritmo e parole chiave come #MigrazioneInSpagna o #ContrattoDiLavoroInSpagna. La porta d’accesso principale a questa rete è legata al termine “Haraga”, espressione nordafricana che indica i migranti clandestini che distruggono i propri documenti d'identità prima di entrare nello spazio Schengen per rendere impossibile il rimpatrio. Sui profili social viaggiano non solo messaggi motivazionali, ma veri e propri vademecum con le istruzioni per forzare i blocchi via terra e via mare. Accanto ai video, i network digitali ospitano inserzioni per la vendita di attrezzature nautiche: pinne, mute da sub e salvagenti. Secondo testimonianze raccolte dai media internazionali, nelle scorse settimane centinaia di giovani marocchini avrebbero frequentato corsi intensivi di nuoto proprio in vista della mobilitazione di agosto.Fake news e ipotesi criminalità A spingere migliaia di ragazzi verso il confine è anche una massiccia campagna di disinformazione. Nei giorni precedenti l'ultimo blitz, le chat si sono riempite di false notizie che assicuravano che la frontiera fosse aperta e che la legislazione spagnola avrebbe garantito la regolarizzazione immediata a chiunque fosse riuscito a toccare il suolo europeo. Un meccanismo psicologico oliato che fa leva sulla disperazione e sulla mancanza di prospettive. Sulla vicenda si è mossa la magistratura iberica. La Audiencia Nacional (la Corte Nazionale spagnola) ha aperto un'inchiesta formale per individuare i registi di queste campagne digitali. Secondo gli inquirenti, la struttura e la capillarità della mobilitazione escluderebbero la pista della criminalità organizzata comune.