Ci sono voluti meno di trenta giorni dalla quotazione al Nasdaq per vedere Bending Spoons fare la prima mossa da società pubblica. L'acquisizione di Airtable, piattaforma americana fondata a San Francisco nel 2013, per 1,285 miliardi di dollari in contanti, con un equity value complessivo che sale a circa 2,25 miliardi tenendo conto della liquidità netta di Airtable.

È la scommessa più grande nella storia della startup milanese, e arriva in un momento preciso: quello in cui Bending Spoons, dopo aver convinto Wall Street, deve dimostrare che il suo modello di crescita per acquisizioni funziona anche alla scala dei mercati pubblici.

Il metodo Bending Spoons

Il modello è noto, e il mercato lo ha premiato: acquistare aziende digitali consolidate, trasformarle in profondità: team, tecnologia, prodotto, monetizzazione e reinvestire i proventi in nuove acquisizioni. Un volano che la società milanese alimenta da oltre un decennio senza mai cedere un'azienda di rilievo.

Airtable è il tassello più ambizioso di questa strategia. Con un fatturato ricorrente annuo cresciuto di oltre il 20% fino a raggiungere circa 480 milioni di dollari a giugno 2026 e oltre 500.000 organizzazioni clienti, tra cui l'80% delle aziende Fortune 100, non si tratta di un asset in difficoltà da risollevare, ma di una piattaforma già solida su cui Bending Spoons vuole accelerare ulteriormente. “Vogliamo investire in Airtable sul lungo periodo e puntare tutto sul suo punto di forza: riunire team e flussi di lavoro in un unico spazio flessibile”, ha dichiarato Luca Ferrari, CEO e co-fondatore di Bending Spoons.