Il risultato conta perché è sempre un derby, e soprattutto perché il primo senza la figura leggendaria di Franco Baresi, custode del rispetto intrinseco tra i due club rivali. "Porteremo avanti la sua eredità - la promessa di Amorim -. Non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza. E se oggi poteste chiedergli se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club". Ma il risultato, rilevano i due allenatori, conterà solo fino a un certo punto: la priorità va alla crescita, del gioco, del ritmo, degli automatismi. È un messaggio condiviso: a Perth, Chivu e Amorim si affronteranno per la prima volta in panchina.
A frenare l'entusiasmo attorno alla sfida è soprattutto il tecnico dell'Inter, che l'anno scorso è stato capace di conquistare lo scudetto nonostante abbia perso entrambe le stracittadine. "È una partita speciale per tutti, ma alla fine è una partita come le altre. Inter e Milan sono famose in tutto il mondo, sarà una bella partita da guardare. Io mi devo preoccupare di trovare la condizione migliore per i miei giocatori in vista del debutto in campionato, questa è un'amichevole e i trofei d'agosto non contano niente". Anche Amorim esorta a non attribuirgli un significato eccessivo, pur ribadendo l'ambizione di vincerlo, forse proprio per dedicarlo a Baresi. "Essere campione del precampionato non è importante. Contro l'Inter vogliamo vincere ma anche prepararci per la prima partita contro il Torino. Vincere è quello che vogliamo, ma farlo giocando molto male non trasmetterebbe fiducia".











