Di: ATS/M. Ang. Continuano le stragi di migranti. Mentre i ministri dell’Interno dell’Unione europea (UE) erano riuniti in videoconferenza per discutere quanto accaduto nell’exclave spagnola di Ceuta in territorio marocchino - dove in poche ore oltre 70’000 persone sono entrate illegalmente provenendo dal Marocco - il Mediterraneo e la Manica restituivano ancora una volta il volto più crudele delle rotte della speranza.Diciassette migranti sono morti di sete, fame e stenti dopo quindici giorni alla deriva su un barcone diretto alle Baleari. Altri 15 sono stati soccorsi poche ore dopo al largo di Ibiza e, quasi in contemporanea, 160 persone sono state tratte in salvo nella Manica, dopo che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano ha preso fuoco, costringendole a gettarsi in mare.La tragedia al largo delle BaleariL’ultima strage di profughi nel Mediterraneo emerge dal racconto dei due unici superstiti, recuperati nella notte da una motovedetta del Salvataggio marittimo a 12,6 miglia nautiche a sudovest di Maiorca. Secondo la Delegazione del governo delle Baleari, il barcone era partito dalle coste del Nord Africa con 19 persone a bordo. Rimasto senza motore e in balia delle onde per due settimane, si è trasformato in una trappola mortale. Ad avvistare l’imbarcazione alla deriva è stato nella notte il traghetto Rosalind Franklin della compagnia Balearia, in navigazione tra Barcellona (Catalogna, Spagna) e l’Algeria. Più tardi una seconda operazione di soccorso si è conclusa con il salvataggio di altri 15 migranti intercettati su una barcaccia a circa 30 miglia a sudest di Ibiza. Incendio su un barcone nella ManicaIntanto nella Manica, una delle rotte migratorie più pericolose d’Europa, un piccolo barcone con 160 migranti ha preso fuoco al confine tra acque francesi e britanniche. I passeggeri si sono lanciati in mare per sfuggire alle fiamme e sono stati tutti tratti in salvo in quella che è stata definita dalle autorità una delle maggiori operazioni di salvataggio dal 2018.