«Un bambino di un anno e mezzo è stato trasportato in codice rosso per crisi respiratoria. Basta, deve essere l’ultimo». Lo fanno sapere gli attivisti dello Spin Time in una nota in cui informano che, fortunatamente, «l’intervento dei soccorsi è stato immediato e ora le condizioni del minore sono migliorate». Da giorni la comunità dello Spin Time sta lanciando l’allarme sulla precarietà dello stato di salute delle persone che abitavano nello stabile. «Il bollettino sanitario parla chiaramente: le condizioni delle persone si stanno aggravando e alcune, in questi giorni, sono state ricoverate in ospedale», così Giovanna Cavallo, portavoce di Spin Time, anche nella conferenza stampa di martedì 4 agosto ha alzato l'attenzione su quella che sta diventando anche un’emergenza sanitaria. Come ha sottolineato all’Ansa, anche il dottore Diego Leo, medico del presidio, ormai da sei giorni, «centinaia di persone che vivono in strada, tra bambini, anziani e pazienti sottoposti a dialisi, chemioterapia o altre terapie farmacologiche». Per il momento, grazie alla rete di volontari, il supporto della Croce Rossa, della Protezione civile, di Medu e di altre associazioni, stanno riuscendo a gestire le sindromi da calore più lievi, ma, sottolinea Leo, «Se non si trova una soluzione è destinata inevitabilmente a peggiorare».
Spin Time, allarme per la salute degli abitanti in strada. Bimbo di un anno portato in ospedale in codice rosso
Il Comune di Roma lancia la proposta di un “accordo ponte” per permettere agli abitanti di tornare nelle loro case. Mentre il gruppo capitolino di Fratelli D’Italia ha reso noto di aver formalmente diffidato il sindaco. E il vicepresidente FdI della Camera, Ramelli, presenta un’interrogazione urgente al ministro Piantedosi. «Le associazioni confessionali, la Caritas e i sacerdoti», dichiara, «sappiano distinguere il dovere pastorale all'assistenza umanitaria dalla pretesa di agire al di sopra e contro la legge»







