Il messaggio del genitore biologico della bambina di due anni trovata senza vita nell'abitazione della madre. Mentre la donna e il compagno sono in carcere con l'accusa di omicidio, l'uomo chiede risposte rapide e l'affidamento delle altre due minori alla zia
«Bea non potrò mai più riabbracciarla, vederla crescere, capire cosa avrebbe voluto fare da grande, accompagnarla a scuola, condividere le sue gioie o le sue amarezze». È uno dei passaggi più strazianti della lettera che il padre biologico di Beatrice, la bambina di soli due anni trovata morta nella casa della madre a Montenero di Bordighera, ha scritto dal carcere in cui si trova detenuto per reati minori non collegati alla tragedia. Il testo è stato letto in diretta durante la trasmissione Morning News dal suo legale, l’avvocato Fabio Scaffidi Fonti. La madre di Beatrice e il compagno si trovano in carcere con l’accusa di aver causato la morte della piccola.
Nel messaggio l’uomo esprime l’abisso lasciato dalla perdita della figlia: «Beatrice non torna, rimarrà solo un pezzo di cuore». Dopo aver ripercorso ciò che la tragedia gli ha strappato per sempre, il genitore sintetizza il proprio dolore con un’amara constatazione: «Tutto questo mi è stato tolto». L’obiettivo dell’uomo è ora quello di riuscire a tutelare le altre due bambine nate dalla relazione, «a cui vorrei dare quello che era in serbo per Bea».






