Spider-Man: Brand New Day, un nuovo giorno per tornare quello di sempre e finalmente lo Spider Man di Tom Holland torna ad essere quello che conosciamo

Se penso a Spiderman mi vedo a sei anni con la febbre a trentotto, disteso nel letto, con la copia consumata di un albo a fumetti con sopra la copertina un uomo vestito di rosso e blu appeso a testa in giù a un lampione, con la faccia coperta e gli occhi enormi. Non sapevo ancora niente di responsabilità, di zii morti, di Peter Parker. Sapevo solo che quella figura sembrava sola in un modo che nessun altro supereroe, nemmeno Superman con tutto il suo splendore solare, riusciva a essere.

Da lì è iniziato tutto, e in quarant’anni di uscite, reboot, trilogie e cartoni animati, quella solitudine è rimasta l’unica cosa che per me contraddistingue un vero supereroe: affrontare sé stessi e la solitudine che ti impone la tua forza. Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo diretto da Destin Daniel Cretton, riesce in questo esattamente dove i tre film precedenti con Tom Holland avevano preferito altro. La trilogia di Jon Watts era costruita sull’adolescenza, sul liceo, sugli amici che sanno, sul mentore miliardario. Funzionava, ma era un’altra storia: quella di un ragazzino con superpoteri e una rete di protezione. Qui la rete non c’è più. Il mondo intero, per una scelta che No Way Home aveva reso irreversibile, si è dimenticato di Peter Parker.