La scadenza del 2 agosto, il termine previsto dall’ordine esecutivo firmato a inizio giugno da Donald Trump, è stato rispettato. A farlo sapere è la Casa Bianca, che però non svela i dettagli. Prima verranno resi pubblici, maggiore chiarezza ci sarà su un argomento dirimente

“Il quadro volontario delineato nell’ordine esecutivo del 2 giugno è stato completato entro la scadenza”. La Casa Bianca fa sapere che tutti i termini sono stati rispettati. Secondo il documento firmato da Donald Trump due mesi fa per delineare il perimetro entro cui le Big Tech dovranno condividere i loro modelli con il governo prima del rilascio, entro il 2 agosto il governo avrebbe dovuto emanare delle linee guida più chiare. E così è stato. Solo che nessuno dal governo ha dato spiegazioni di come dovrebbe funzionare il nuovo schema. L’incontro è avvenuto a porte chiuse e nessuno lascia trapelare alcunché. Non si conoscono i termini della legge, chi li ha supervisionati, quanto tempo prima le aziende dovranno confrontarsi con le autorità sui loro modelli, né quando saranno obbligate a seguirli. Sempre che ci sia qualche obbligo.

La questione, sottolinea Axios, è dirimente. Ad aspettare un quadro di riferimento chiaro non solo le aziende americane, che chiedono all’amministrazione Trump di poter operare con delle regole chiare e valide con chiunque – sapere se il proprio modello stia rispettando o meno i parametri di sicurezza è a dir poco rilevante. Lo attende tutto il settore, visto che la maggior parte dei modelli di AI più potenti vengono realizzati negli Stati Uniti. Specie con i dissidi che intercorrono tra le due sponde dell’Atlantico, con l’Europa accusata dagli Usa di essere un burocrate che sfavorisce le aziende americane, è meglio sapere cosa si ha davanti.