Sono Luigi Nacci, Matteo Nucci e Romana Petri i finalisti per la narrativa della quarantunesima edizione del Premio letterario Giuseppe Dessì; per la poesia concorrono Federico Italiano, Isabella Leardini e Alfredo Panetta. I due vincitori, uno per sezione, saranno proclamati a Villacidro sabato 3 ottobre, al termine di quattro settimane di incontri, spettacoli e presentazioni. A ciascuno andranno cinquemila euro; millecinquecento agli altri finalisti.
La sestina fotografa bene l'annata editoriale. Nacci, triestino, porta in gara "Il tempo dei semplici" (Einaudi), il racconto di due genitori che invecchiano ai margini di una città di confine. Nucci arriva a Villacidro forte del secondo posto allo Strega con "Platone. Una storia d'amore" (Feltrinelli), biografia romanzata del filosofo che ne restituisce il corpo, l'eros e le sconfitte politiche. Petri chiude con "Distanza di sicurezza" (Neri Pozza) la sua saga portoghese: la fine di un matrimonio raccontata a due voci tra Roma e Lisbona, con l'invidia maschile per il talento femminile come motore del rancore.
Ancora più densa la sezione poesia. Italiano e Leardini sono in corsa anche per lo Strega Poesia, che si assegna il 13 ottobre: "Godzilla e altre poesie" (Guanda) misura l'immaginario pop e la catastrofe ambientale dentro un endecasillabo tenuto saldo, mentre "Maniere nere" (Mondadori) prende il titolo da una tecnica incisoria in cui la figura emerge per sottrazione dal buio. Panetta, nato a Locri, ha già vinto il Flaiano con "'Ndrangheta" (Passigli): versi nel dialetto della Locride che chiamano per nome le vittime della mafia calabrese.







