Pubblicato il: 04/08/2026 – 16:38
MILANO Milano e il popolo rossonero salutano Franco Baresi, il Piscinin che con la fascia da capitano rese grande il Milan. Il Milan degli Invincibili, il 6 sulla maglia che è stata ritirata, lo stesso numero cucito sull’enorme bandiera sventolata per ore dai tifosi. Un’onda di affetto rossonera, partita la mattina presto sulle metropolitane della città, con cori, sciarpe e torciate da stadio, ha omaggiato il feretro – legno chiaro e un cuscino di rose rosse e bianche – in occasione dei funerali che si sono celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. “Franco Baresi, leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao capitano”, è stato scritto su uno striscione dalla Curva Sud. Ad abbracciare la famiglia una lunga la sfilata degli ex compagni di squadra, visibilmente commossi: tra loro Roberto Baggio, Giovanni Galli, Mauro Tassotti, Daniele Massaro con la fascia del capitano tra le mani, Marco Van Basten. E ancora Paolo Maldini, Billy Costacurta, Massimo Ambrosini, Nelson Dida e il suo ex allenatore Fabio Capello. La squadra di oggi, che si trova in Australia per una tourneè, è stata rappresentata da Santiago Gimenez e Christian Pulisic. Per la società, presenti il proprietario Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni, accolti dai fischi delle migliaia di persone che si sono riunite questa mattina per l’ultimo saluto. Per la Nazionale ha partecipato Claudio Ranieri, Ezio Simonelli per la Lega Serie A, Ricky Massara e Gianluca Pessotto per la Juventus, Urbano Cairo per il Torino, oltre alle rappresentanze di altri club anche stranieri. Alle esequie hanno presenziato poi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il ministro dello Sport, Andrea Abodi. “L’appartenenza alla famiglia del Milan e a quella del calcio in generale è il motivo per cui è amato da tutti”, ha detto il ministro. Anche Beppe Marotta, numero uno dell’Inter, che è arrivato insieme all’ex capitano dell’Inter Beppe Bergomi che con Baresi ha condiviso la maglia azzurra, ha richiamato il “valore” dell’appartenenza lanciando ai giocatori di oggi l’appello a prendere “esempio”. “Ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli”, ha detto l’abate di Sant’Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini durante l’omelia. Alle spalle dell’altare, dentro una basilica stracolma, i gonfaloni di alcune squadre tra cui Milan, Inter e Torino, e quello della Lega Serie A. Tante le corone di fiori: le hanno donate la Fifa, il presidente Infantino, Andrij Shevchenko, Sebastiano Rossi, il Real Madrid, Gordon Singer, ex proprietario del Milan e l’ex ad Giorgio Furlani. Nel ricordo incessante del Capitano, che è continuato anche dopo la funzione nei bar intorno alla Basilica, si inscrivono le parole di chi lo ha conosciuto e amato dentro e fuori dal campo. Per Demetrio Albertini “il suo abbraccio” valeva la stessa emozione di un goal. Galli ha rievocato “le grandi sofferenze” vissute “per e con il suo Milan, ma lo ha riportato dove doveva stare”. Milano, è la promessa di tanti, non lo dimentichera’. Baresi, questa è la richiesta bipartisan di alcuni consiglieri comunali, potrebbe essere iscritto al Famedio, il pantheon dei milanesi illustri. Ma a lui c’è chi vorrebbe venisse dedicata la Curva Sud, sia quella del Meazza sia quella del nuovo stadio di Inter e Milan. (Agi)










