Muore a 36 anni Federico Venco, travolto da un auto e ucciso da uno sconosciuto senza nemmeno sapere il perché. Stava compiendo un gesto di gentilezza: accompagnava una donna che si era persa mentre percorreva una strada periferica a bordo di una moto, ma il pericolo non veniva, nemmeno questa volta, dal buio.
Federico Venco curava belle passioni, quattro anni fa, si era arrampicato sulle vette dell’Himalaya e inseguiva il sogno di acquistare un rifugio in alta montagna – così raccontano in cronaca. Il suo assassinio ci interroga, ancora una volta, sul fenomeno della violenza maschile. Non solo quella manifestata nelle relazioni di intimità. Il fatto che la donna si fosse persa e che le fosse caduto il cellulare con le indicazioni che l’avrebbero condotta all’appuntamento con l’ex potrebbe essere stato il riflesso del conflitto che si agitava dentro di lei: la paura, da una parte, e la razionalizzazione dall’altra — “Non mi farebbe mai del male” — insieme all’illusione di poter controllare quell’ex che esigeva un chiarimento, per di più vicino a un cimitero. Sono esperienze che le donne raccontano nei centri antiviolenza: “Una parte di me diceva di non andare, un’altra parte diceva: vai”.











