Per uno che ha costruito la sua leggenda anche su alcuni incontri-maratona, la proposta è decisamente sorprendente: «Dovremmo cambiare il sistema di punteggio. Niente più set ai sei giochi: fermiamoci a chi arriva a vincerne quattro, magari con il punto secco sul 40 pari. Mi sta sempre bene tre set su cinque, ma con partite che non superino le due ore. Sarebbe meglio per tutti». Novak Djokovic e il tennis del futuro: più veloce, spettacolare. Meno usurante per i protagonisti, che con gli Slam e i Masters 1000 spalmati su 2 settimane non riescono più a prendere fiato. E magari anche per il pubblico, televisivo e digitale, poco paziente sulle lunghe distanze.
Novak Djokovic on what he'd change about tennis:"We should change the format of the scoring. Not play up to 6 games per set. Play up to 4, possibly no advantage. Keep best of 5 sets. Keep the matches within a 2 hour window. It's best for everyone." pic.twitter.com/SpzE0pZvlN— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) August 3, 2026
Zverev e i guadagni di Djokovic
Il serbo conduce da sempre una personale guerra agli organizzatori dei tornei, che vogliono trasformare in “macchine da gioco” gli atleti, costringendoli a portare avanti lo show fino allo stremo. Negli ultimi tempi ha ridotto gli impegni, puntando in particolare sugli Slam e rinunciando a diversi “1000”, compreso quello di Montreal («Non credo sia economicamente un problema, per lui – ha commentato divertito Sascha Zverev -. Credo abbia messo da parte oltre 400 milioni di euro, può anche rinunciare a 50.000 di bonus»).








