A quasi un anno di distanza dall’approvazione nel Consiglio dei ministri e dopo l’esame degli emendamenti in Commissione giustizia, il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali è pronto per approdare in Senato per la prima tappa dell’iter di discussione.
Il testo del Ddl - firmato dalla ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio - continua a rincorrere un obiettivo ambizioso: aggiornare e riorganizzare la normativa in vigore per svecchiare il mondo delle professioni e allinearlo, oltre che agli standard europei, alla velocità di una realtà in continua evoluzione.
Una rimessa a nuovo che coinvolgerà 15 categorie professionali (agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e dottori forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari) e che, tra conferme e novità, prevede una ricca lista di aggiustamenti. Eccone alcuni.
Definizione delle competenze
Per mettere ordine nel dedalo di skill e mansioni , il Ddl punta a circoscrivere attività e compiti riservati - anche in via non esclusiva - a ciascuna professione. Facendosi guidare, nell’attribuzione delle competenze agli iscritti ai vari albi, sia dall’iter formativo sia dai quadri di riferimento adottati a livello nazionale ed europeo. E, in caso di «attività libere» e non appaltate unicamente a uno o più professionisti, consentendone lo svolgimento a tutti.






