GENOVA. Con un atto di indirizzo della giunta Salis il Comune di Genova introduce l’identità alias. Ovvero la possibilità per le persone trans dipendenti della pubblica amministrazione e per coloro che usufruiscono dei servizi civici e comunali di essere riconosciute con la corretta identità di genere anche se questa non è ancora stata certificata dallo Stato. La novità, che in certe forme è già realtà in città come Milano e Bologna, consentirà a chi non abbia completato - anche burocraticamente - il proprio percorso di transizione di essere chiamato con il nome scelto, ad esempio, in coda in un ufficio anagrafe o al desk di una biblioteca, o di avere l’identità alias stampata sul proprio badge lavorativo, poter firmare mail e documenti ufficiali con la stessa identità, e con essa sostenere un colloquio o un concorso. L’atto di indirizzo è stato proposto dall’assessora alle Pari opportunità e Politiche di genere Rita Bruzzone ed elaborato insieme all’ufficio Lgbtqia+ del Comune, creato quattro mesi fa dalla giunta e motivo di attacchi da parte dell’opposizione di centrodestra per la volontà di affidarlo a una consulente esterna, l’avvocata Ilaria Gibelli, con un contratto da circa 150mila euro l’anno.